PRENOTA UNA VISITA

TURP (Resezione Transuretrale della Prostata): Come Funziona, Tempi di Recupero, Rischi e Alternative Mini-Invasive

04 October 2026

Quando i sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica benigna (IPB) non rispondono più adeguatamente alla terapia farmacologica, o quando l'ingrossamento della ghiandola causa complicanze (ritenzione urinaria, infezioni recidivanti, calcolosi vescicale), l'approccio chirurgico disostruttivo diventa il passaggio terapeutico necessario.

Tra le procedure chirurgiche tradizionali, la TURP (Transurethral Resection of the Prostate) ha rappresentato per decenni, e rappresenta tuttora, uno dei trattamenti di riferimento (gold standard) per le prostate di dimensioni medio-piccole.

In questa guida analizziamo nel dettaglio come si svolge l'intervento di TURP, quali sono i tempi di ricovero e di convalescenza, gli effetti collaterali attesi e quali alternative moderne e mini-invasive è possibile valutare oggi.

Cos’è la TURP e quando è indicata?

Cos’è la TURP e quando è indicata?

La TURP è un intervento chirurgico endoscopico volto a rimuovere la porzione interna della prostata (l'adenoma) che comprime l'uretra e ostacola il normale deflusso dell'urina dalla vescica.

L'intervento è comunemente indicato in presenza di:

  • Flusso urinario debole, interrotto o difficoltoso.

  • Necessità di urinare frequentemente, soprattutto durante la notte (nicturia).

  • Sensazione di svuotamento incompleto della vescica o residuo post-minzionale elevato.

  • Episodi di blocco urinario acuto (ritenzione) che hanno richiesto l'applicazione di un catetere.

Come si svolge l'intervento chirurgico?

La TURP è una procedura che non richiede incisioni cutanee esterne:

  1. Accesso e anestesia: L'intervento viene eseguito generalmente in anestesia spinale (locoregionale) o generale.

  2. Resezione endoscopica: Attraverso l'uretra viene introdotto uno strumento sottile dotato di ottica e di un'ansa metallica elettrificata (resettore). Mediante corrente bipolare o monopolare, il chirurgo "affetta" millimetro per millimetro il tessuto prostatico in eccesso che ostruisce il canale.

  3. Lavaggio e drenaggio: I frammenti di tessuto rimossi vengono aspirati e inviati all'esame istologico.

  4. Posizionamento del catetere: Al termine della procedura viene sempre posizionato un catetere vescicale a tre vie collegato a una soluzione di lavaggio continuo per prevenire la formazione di coaguli di sangue.

La durata media dell'intervento varia tra i 45 e i 90 minuti, a seconda delle dimensioni dell'adenoma.

Degenza ospedaliera e tempi di recupero

Trattandosi di un vero e proprio intervento chirurgico in sala operatoria, la TURP richiede un percorso di degenza e convalescenza strutturato:

  • Ricovero ospedaliero: La degenza media varia solitamente da 2 a 4 giorni.

  • Permanenza del catetere vescicale: Il catetere viene rimosso prima della dimissione, generalmente dopo 48-72 ore, una volta che le urine risultano limpide.

  • Convalescenza a domicilio: La ripresa completa richiede circa 3-4 settimane, periodo durante il quale è fondamentale evitare sforzi fisici intensi, attività sportiva, uso di bicicletta o moto e rapporti sessuali, per ridurre il rischio di sanguinamento secondario.

  • Sintomi temporanei: Nelle prime settimane dopo la rimozione del catetere è frequente avvertire bruciore minzionale, urgenza e la presenza di piccole tracce di sangue nelle urine (ematuria).

Effetti collaterali e rischi: l'impatto sulla sessualità

Sebbene la TURP sia una procedura ampiamente collaudata ed efficace nella disostruzione, comporta alcune conseguenze funzionali di cui il paziente deve essere pienamente consapevole prima di scegliere:

  1. Eiaculazione retrograda ("orgasmo asciutto"): È l'effetto collaterale più frequente, che si verifica in circa il 70-80% dei pazienti operati. La rimozione del tessuto prostatico alla base della vescica impedisce la chiusura del collo vescicale durante l'orgasmo; di conseguenza, il liquido seminale risale nella vescica anziché fuoriuscire all'esterno (viene poi eliminato con la successiva minzione). L'orgasmo e la sensibilità rimangono intatti, ma la capacità riproduttiva viene compromessa.

  2. Funzione erettile: Nella maggior parte dei casi la TURP non compromette i nervi responsabili dell'erezione; tuttavia, in una percentuale variabile di pazienti possono manifestarsi temporanei disturbi erettili post-operatori legati all'infiammazione o a fattori psicologici.

  3. Rischio emorragico e stenosi uretrale: Come ogni chirurgia transuretrale, sussiste un piccolo rischio di sanguinamento post-operatorio e, a distanza di mesi o anni, la possibile formazione di tessuto cicatriziale restrittivo a livello dell'uretra (stenosi).

Esistono alternative alla TURP tradizionale?

Negli ultimi anni la tecnologia urologica ha fatto passi da gigante, sviluppando soluzioni terapeutiche pensate per ottenere una valida disostruzione urinaria riducendo significativamente l'invasività, i tempi di degenza e i rischi per la sfera sessuale.

Tra le principali alternative disponibili oggi si distinguono:

1. Enucleazione Laser (HoLEP / ThuLEP)

Tecniche chirurgiche avanzate che utilizzano fibre laser (Olmio o Tullio) per staccare l'intero adenoma prostatico. Sono particolarmente indicate per prostate molto voluminose, riducono il sanguinamento e i giorni di catetere rispetto alla TURP, ma presentano tassi simili di eiaculazione retrograda.

2. Trattamento con vapore acqueo (Rezum)

Il Rezum è una procedura mini-invasiva che ha rivoluzionato il trattamento dell'ipertrofia prostatica:

  • Come funziona: Attraverso un cistoscopio sottile, vengono erogate dosi mirate di vapore acqueo termico all'interno dell'adenoma. L'energia termica induce una progressiva riduzione volumetrica del tessuto ostruente nelle settimane successive.

  • Regime ambulatoriale: Non richiede anestesia generale o spinale e si esegue in day service/ambulatoriale con una sedazione leggera, senza ricovero notturno.

  • Preservazione dell'eiaculazione: Studi clinici internazionali e casistiche consolidate dimostrano che il trattamento preserva la normale funzione eiaculatoria anterograda nella stragrande maggioranza dei pazienti (oltre il 90% dei casi).

  • Rapido ritorno alla vita quotidiana: Il recupero post-procedura è nettamente più veloce rispetto alla chirurgia endoscopica tradizionale.