Ricevere una diagnosi di tumore alla prostata è un momento che destabilizza. In un istante, la mente si affolla di domande che non riguardano solo la guarigione dalla malattia, ma anche il "dopo": “Cosa succederà alla mia vita intima?”, “Riuscirò ancora a controllare la vescica?”, “Come cambierà la mia quotidianità?”.
Fino a non molti anni fa, le opzioni principali sembravano essere solo due, agli estremi opposti: da un lato la chirurgia radicale (la rimozione totale della prostata), efficace ma gravata dal rischio di effetti collaterali importanti; dall'altro l'attesa vigilata, che pur evitando l'intervento può generare ansia nel paziente.
Oggi la medicina offre una terza via per molti uomini: la terapia focale. Una novità clinica che si inserisce in questo scenario con l'obiettivo di colpire la malattia proteggendo ciò che conta di più: la tua qualità di vita.