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Stenosi del collo vescicale: cause, sintomi e trattamento

09 October 2026

A cura di Emanuele Scarponi, specialista Urologo · Aggiornato a ottobre 2026

La stenosi del collo vescicale (chiamata anche sclerosi del collo vescicale o contrattura del collo vescicale) è un restringimento rigido e fibroso della zona che collega il fondo della vescica con l'inizio dell'uretra prostatica.

In condizioni normali il collo vescicale funziona come un imbuto: resta chiuso mentre la vescica si riempie, per garantire la continenza, e si apre quando la vescica si contrae per urinare. Quando il tessuto elastico e muscolare di questa zona viene sostituito da tessuto cicatriziale, l'imbuto non riesce più ad aprirsi. L'urina trova un ostacolo, la vescica lavora con pressioni più alte, le sue pareti si ispessiscono e può arrivare una ritenzione urinaria, acuta o cronica.

Cause della stenosi del collo vescicale

Si presenta soprattutto in due situazioni.

1. Dopo un intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (IPB)

È la causa più frequente. In una parte dei pazienti operati di ipertrofia prostatica benigna con TURP, enucleazione laser (HoLEP, ThuLEP) o adenomectomia a cielo aperto, la guarigione della loggia prostatica provoca una cicatrice eccessiva. L'apertura del collo si restringe in modo concentrico, di solito da 2 a 12 mesi dopo l'intervento. Si osserva più spesso nelle prostate di volume piccolo o medio.

2. Malattia di Marion (sclerosi primitiva del collo vescicale)

Colpisce uomini giovani o di mezza età, in genere tra i 30 e i 50 anni, che non hanno mai avuto interventi alla prostata. Il collo vescicale non riesce ad aprirsi bene all'inizio della minzione.

Stenosi del collo, stenosi uretrale o prostata?

Per curare bene è importante distinguere queste condizioni, che danno sintomi simili:

  • Ipertrofia prostatica benigna (IPB): il canale è compresso dall'ingrossamento della prostata, non da una cicatrice del collo.
  • Stenosi uretrale: il restringimento è più a valle, lungo l'uretra bulbare o peniena, spesso dopo traumi del perineo, cateterismi o infezioni.
  • Stenosi dell'anastomosi vescico-uretrale: compare solo dopo una prostatectomia radicale per tumore. La prostata e il collo vengono asportati e la cicatrice si forma sulla sutura tra vescica e uretra, vicino allo sfintere. Se hai avuto una prostatectomia radicale, leggi anche la pagina sull'incontinenza urinaria maschile e femminile.

Stenosi del collo vescicale: i sintomi

I sintomi uniscono disturbi dello svuotamento e disturbi del riempimento:

  • Getto debole, sottile o prolungato: l'urina esce a fatica.
  • Esitazione: si aspetta a lungo prima che l'urina inizi a uscire.
  • Peggioramento dopo un intervento per IPB: dopo 2-6 mesi di beneficio pieno, il getto torna a calare, all'improvviso o piano piano.
  • Bisogno frequente di urinare, di giorno e di notte (pollachiuria e nicturia).
  • Sensazione di svuotamento incompleto e gocciolamento finale.
  • Infezioni urinarie o prostatiti ricorrenti, per l'urina che ristagna in vescica.

Come si diagnostica

A Pelvic Point l'inquadramento si fa in ambulatorio, con esami mirati:

  • Visita urologica: valutazione dei sintomi e dei tempi rispetto a interventi o manovre urologiche precedenti.
  • Uroflussometria con residuo post-minzionale: mostra una curva di flusso appiattita (a plateau) e misura l'urina che resta in vescica dopo aver urinato.
  • Ecografia dell'apparato urinario e della prostata: serve a escludere un residuo di adenoma e a valutare le conseguenze sulla vescica (ispessimento della parete, diverticoli).
  • Uretrocistoscopia flessibile: è l'esame decisivo. Si esegue in ambulatorio, in anestesia locale, con uno strumento sottile e flessibile, e permette di vedere direttamente il collo vescicale e di confermare la presenza di un anello rigido e poco distensibile.
  • Studio urodinamico (quando serve): aiuta nei casi dubbi a distinguere l'ostruzione meccanica da una vescica poco contrattile, che dà gli stessi sintomi.

Come si cura la stenosi del collo vescicale

Poiché la stenosi è una cicatrice rigida, i farmaci da soli non bastano. Nelle forme iniziali, in particolare nella malattia di Marion nei giovani, si possono provare farmaci che rilassano il collo vescicale, ma nelle cicatrici consolidate il trattamento è l'intervento endoscopico.

A Pelvic Point seguiamo il paziente nella diagnosi e nei controlli; l'intervento si esegue presso strutture ospedaliere, in regime di convenzione o privato.

  • Incisione endoscopica del collo (TUIP/BNI): incisione della cicatrice con lama fredda o elettrobisturi bipolare. Si usa per la sclerosi primaria o per le prime recidive dopo un intervento per IPB. È un intervento endoscopico, senza tagli esterni: apre il collo incidendo il cercine fibroso.
  • Incisione con laser: energia laser con fibra ottica. Si usa per cicatrici molto vascolarizzate o in pazienti con rischio di sanguinamento. Il taglio è preciso e l'emostasi immediata.
  • Resezione endoscopica parziale del collo: con ansa bipolare o a plasma. Si usa per cercini sclerotici spessi. Asporta il tessuto fibroso in eccesso per ricreare una transizione morbida tra vescica e uretra.

Dopo il trattamento la stenosi può ripresentarsi e richiedere un secondo intervento. Per questo è importante tenere i controlli programmati.

Cosa facciamo a Pelvic Point

  • Diagnosi e scelta del trattamento: visita, uroflussometria, ecografia, uretrocistoscopia ed eventuale studio urodinamico si fanno a Pelvic Point. L'intervento, quando serve, viene eseguito in day surgery, con al massimo una notte di degenza, presso strutture ospedaliere, in regime di convenzione o privato. Operiamo questi pazienti da anni.
  • Giovani con malattia di Marion: quando indicato si esegue un'incisione del collo vescicale (TUIP) con l'obiettivo di preservare l'eiaculazione. Non sempre è possibile: ne parliamo prima dell'intervento.
  • Riabilitazione del pavimento pelvico: chi ha urinato a lungo contro una resistenza sviluppa spesso un aumento del tono dei muscoli del pavimento pelvico e dello sfintere. La riabilitazione aiuta a rilassarli e a ritrovare la coordinazione tra vescica e pavimento pelvico.
  • Controlli nel tempo: dopo il trattamento seguiamo il paziente con uroflussometrie ed ecografie programmate, per verificare che il passaggio resti aperto.

FAQ - Domande Frequenti

In cosa differisce la stenosi del collo vescicale dalla stenosi uretrale?
Dalla sede. La stenosi del collo riguarda l'uscita della vescica, all'inizio della loggia prostatica. La stenosi uretrale è più a valle, lungo l'uretra bulbare o peniena.

Che differenza c'è tra stenosi del collo vescicale e stenosi dell'anastomosi?
La stenosi del collo si forma sull'apertura naturale della vescica, in forma primitiva o dopo un intervento per IPB, quando la prostata o la sua capsula sono ancora presenti. La stenosi dell'anastomosi si forma solo dopo una prostatectomia radicale per tumore, sulla sutura tra vescica e uretra, vicino allo sfintere.

Perché si forma la cicatrice dopo un intervento per IPB?
Durante la guarigione una risposta di riparazione eccessiva può provocare una retrazione fibrosa del collo, con un nuovo restringimento del passaggio dell'urina.

L'intervento endoscopico può causare incontinenza urinaria?
L'incisione del collo vescicale ha in genere un rischio basso di incontinenza, perché viene fatta a monte dello sfintere esterno. Il rischio però non è zero e va discusso con l'urologo prima dell'intervento, soprattutto se sono state fatte altre operazioni sulla prostata.

L'intervento fa perdere l'eiaculazione?
Può succedere che l'eiaculazione diventi retrograda, cioè che il liquido seminale risalga in vescica durante l'orgasmo. Nei giovani si ricorre all'incisione del collo (TUIP) proprio per cercare di preservarla, ma non sempre è possibile. Se hai già avuto un intervento alla prostata, è possibile che l'eiaculazione sia già ridotta o assente.

Quali sono i tempi di recupero?
L'intervento si esegue in day surgery, con al massimo una notte di degenza. Dopo una resezione per una sclerosi comparsa dopo un precedente intervento alla prostata, il ricovero può essere più lungo. La durata del catetere dipende dal tipo di intervento e viene indicata dal chirurgo.

La stenosi può tornare?
Sì, può ripresentarsi anche dopo il trattamento e richiedere un secondo intervento. Per questo programmiamo controlli nel tempo.