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Dolore inguino-scrotale: cause, esami e cure

10 October 2025

A cura di Emanuele Scarponi, specialista in urologia · Aggiornato a ottobre 2026

Un dolore che parte dall'inguine e arriva al testicolo, o che resta nello scroto per settimane senza una causa evidente, è un disturbo comune e spesso poco compreso. Capita che passi da un medico all'altro, con ecografie normali e cicli di antibiotici che non cambiano nulla.

Quando il dolore dura da almeno tre mesi e disturba la vita di tutti i giorni si parla di dolore cronico dello scroto e del contenuto scrotale (in inglese chronic scrotal content pain). Secondo una revisione pubblicata su Current Urology riguarda circa il 2,5% di tutte le visite urologiche ambulatoriali. In questo articolo spieghiamo da dove può venire, come si studia e quali cure esistono.

Quando andare subito al pronto soccorso

Un dolore improvviso e forte a un testicolo, soprattutto se accompagnato da nausea, vomito, gonfiore o testicolo alto e duro, può essere una torsione del testicolo. È un'urgenza: serve valutazione immediata, entro poche ore. Lo stesso vale per febbre alta, scroto rosso e molto gonfio o un'ernia dolorosa che non rientra. Il resto dell'articolo parla del dolore che dura nel tempo.

Da dove può venire il dolore

Testicolo, epididimo, cordone spermatico, inguine e perineo sono vicini e condividono gran parte dei nervi. Per questo la sede del dolore non indica sempre la sede del problema. Le cause più frequenti sono:

  • Cause locali dello scroto: infiammazione o infezione dell'epididimo (epididimite) e del testicolo, idrocele o cisti dell'epididimo, esiti di un trauma o di un intervento.
  • Varicocele: in genere non dà un vero dolore ma un senso di pesantezza al testicolo, tipico di fine giornata dopo molto tempo in piedi, che migliora da sdraiati. Se il dolore è forte o costante, di solito il varicocele non basta a spiegarlo.
  • Ernia inguinale: l'ernia può dare un dolore che dall'inguine scende verso lo scroto, spesso peggiore con sforzi, tosse o a fine giornata. Un'ernia dolorosa che non rientra è un'urgenza.
  • Dopo un intervento all'inguine: il dolore può comparire o restare anche dopo la riparazione di un'ernia inguinale, per un nervo irritato o intrappolato nella cicatrice o nella rete. Per questo l'intervento si consiglia quando l'ernia occupa davvero il canale inguinale e dà disturbi: operare un dolore che non dipende dall'ernia può non risolverlo, e una parte dei pazienti operati continua ad avere dolore nel tempo (la percentuale varia molto da studio a studio e dipende anche dalla tecnica, come mostra una metanalisi sul confronto tra le tecniche di Shouldice e Lichtenstein). È un punto da discutere con il chirurgo prima di decidere.
  • Dolore dell'epididimo dopo un intervento o un trauma: dopo interventi sulla prostata o sulla vescica, dopo un catetere tenuto a lungo, dopo un intervento sullo scroto (varicocele, idrocele, vasectomia) o dopo un colpo allo scroto, l'epididimo può restare infiammato, congesto o cicatriziale. Il dolore compare a volte settimane o mesi dopo, ed è tipicamente localizzato sul polo posteriore del testicolo.
  • Dolore dell'epididimo legato alla prostata: nell'uomo con prostata ingrossata, prostatite o difficoltà a svuotare la vescica, l'urina o l'infiammazione possono risalire verso l'epididimo e dare un dolore o una infiammazione che tende a ripresentarsi. In questi casi curare solo lo scroto non basta: bisogna trattare la causa a monte.
  • Dopo la vasectomia (sindrome dolorosa post-vasectomia): in uno studio su 350 uomini l'11% aveva ancora dolore a tre mesi dall'intervento, ma nella gran parte dei casi era lieve o in miglioramento.
  • Dolore che arriva da altrove: calcoli renali o ureterali, problemi della colonna lombare, sofferenza del nervo pudendo, tensione dei muscoli del pavimento pelvico, prostatite o sindrome dolorosa pelvica cronica.
  • Nessuna causa evidente: in una parte dei pazienti gli esami non trovano nulla. Non vuol dire che il dolore sia immaginario: spesso il nervo continua a mandare segnali di dolore anche quando il problema iniziale è passato.

Quali sintomi aiutano a capire

Durante la visita sono utili questi dettagli:

  • dove si sente il dolore (testicolo, epididimo, inguine, cordone, base del pene, perineo) e se si sposta;
  • da quanto dura e se è continuo o va e viene;
  • cosa lo peggiora: stare seduti, camminare, sforzi, rapporti, eiaculazione;
  • cosa è successo prima: interventi all'inguine o sullo scroto, vasectomia, traumi, infezioni;
  • altri sintomi: bruciore urinario, disturbi della minzione, dolore pelvico o perineale, stitichezza.

Capire da dove viene il dolore è già parte della cura

Nel dolore inguino-scrotale la risposta alle terapie è spesso un indizio sulla causa. Se un normale antinfiammatorio per bocca fa passare il dolore, è un segnale; ma se il dolore passa anche, o meglio, con un trattamento diretto alla prostata (per esempio un antinfiammatorio in supposte), questo suggerisce che il dolore sia secondario a una sofferenza della prostata, e non un problema del testicolo in sé. In questi casi la cura giusta è quella della prostata. Per questo non si cambia terapia a caso: si osserva cosa funziona e si ragiona sul perché.

Come si studia il dolore inguino-scrotale

L'obiettivo è escludere le cause da trattare e capire da quale struttura parte il dolore. Il percorso comprende in genere:

  • Visita urologica o andrologica, con esame di scroto, testicoli, cordone, inguine e perineo.
  • Ecografia dello scroto con ecocolordoppler, per vedere testicolo, epididimo, vene (varicocele), idrocele e cisti.
  • Esame delle urine e urinocoltura, quando ci sono sintomi urinari o il sospetto di un'infezione.
  • Uroflussometria con residuo post-minzionale ed ecografia della prostata, quando ci sono disturbi urinari o epididimiti che si ripetono, per capire se c'è un ostacolo allo svuotamento della vescica (vedi anche la pagina sull'ipertrofia prostatica).
  • Valutazione del pavimento pelvico e della prostata, quando i sintomi fanno pensare a una sindrome dolorosa pelvica. Vedi anche la nostra guida alle sindromi dolorose croniche pelviche.
  • Altri esami, solo se servono: per esempio l'ecografia dei reni o una valutazione della colonna lombare.
  • Blocco anestetico del cordone spermatico: un'iniezione di anestetico locale che serve anche come test. Se il dolore si riduce molto dopo il blocco, significa che la sua origine è nel cordone, e questo aiuta a scegliere le cure successive.

Come si cura

La cura dipende dalla causa e dal tipo di dolore, e si procede per gradi.

 

1. Prima si tratta ciò che si può trattare. Se c'è un'ernia che occupa il canale inguinale, la cura è chirurgica e la decide il chirurgo, dopo aver spiegato al paziente il rischio di un dolore che può restare. Un'epididimite si cura con la terapia indicata, e se è legata alla prostata o a un ostacolo allo svuotamento si tratta anche quello (farmaci, o un trattamento della prostata se serve), un varicocele o un idrocele con la strategia adatta (vedi l'articolo sul varicocele), una prostatite con il percorso dedicato.

Legatura dei deferenti. Nelle epididimiti che si ripetono o nel dolore cronico dell'epididimo che non passa con le altre cure, si può proporre la legatura dei deferenti (vasoligatura), che impedisce all'infezione di risalire verso l'epididimo. I dati in letteratura sono limitati a piccole serie e a casi selezionati (per esempio pazienti che si cateterizzano a lungo). Si esegue in ambulatorio a Pelvic Point, con una procedura simile a quella della vasectomia. Comporta la sterilità: non è una scelta per chi desidera ancora figli e va discussa a fondo prima di decidere.

 

2. Terapie conservative. Quando non c'è una causa da trattare, o il dolore resta dopo averla trattata, si può provare:

  • antinfiammatori, per periodi limitati;
  • farmaci che agiscono sul dolore da nervo, come alcuni antidepressivi triciclici e anticonvulsivanti, ai dosaggi e per i tempi decisi dal medico;
  • riabilitazione del pavimento pelvico, quando i muscoli del perineo sono tesi o contratti;
  • terapia del dolore, con blocchi o altre tecniche mirate quando il dolore è di origine nervosa.

 

3. Che cosa descrive la letteratura per i casi che non rispondono. Per il dolore che resiste a tutto il resto, gli studi descrivono alcuni trattamenti più invasivi o sperimentali. Li citiamo per completezza, ma non fanno parte della pratica clinica abituale e non li eseguiamo a Pelvic Point:

  • la denervazione microchirurgica del cordone spermatico, un intervento che interrompe i nervi del dolore e conserva il testicolo. Secondo una revisione su Sexual Medicine Reviews, il sollievo ottenuto con il blocco prima dell'intervento è un buon indicatore di successo. In uno studio su 105 uomini il dolore è scomparso del tutto in circa due testicoli su tre, ma con meno successo dopo vasectomia;
  • per il dolore cronico dell'epididimo, la rimozione dell'epididimo (epididimectomia): in uno studio su 49 pazienti il dolore è diminuito in modo significativo, soprattutto in chi aveva avuto una vasectomia. Dopo vasectomia si descrive anche la ricostruzione del dotto, valutata caso per caso (revisione su Cureus);
  • la radiofrequenza pulsata, che agisce sul nervo senza distruggerlo: per ora i dati sono pochi e una revisione conclude che servono studi più ampi. Lo stesso vale per la tossina botulinica: una revisione recente segnala che non si sa ancora se sia sicura per la fertilità, ed è un punto da discutere con chi desidera figli.

 

L'asportazione del testicolo è descritta come l'ultima possibilità, dopo aver provato tutto il resto, perché non sempre fa passare il dolore.

Cosa facciamo a Pelvic Point

A Pelvic Point, a Perugia, il paziente con dolore inguino-scrotale può fare nello stesso centro la visita, l'ecografia e gli esami urinari, e se serve essere seguito da più specialisti:

FAQ - Domande Frequenti

Un'ecografia normale esclude un problema?
Esclude molte cause (varicocele, cisti, idrocele, masse), ma non il dolore di origine nervosa o muscolare, che all'ecografia non si vede. Per questo l'esame clinico conta quanto le immagini.

Il dolore al testicolo può essere un tumore?
Di solito il tumore del testicolo non fa male e si presenta come una massa o un indurimento. Se senti un nodulo, o il testicolo è cambiato di forma o di consistenza, serve una visita e un'ecografia senza aspettare.

Gli antibiotici servono?
Solo se c'è un'infezione. Cicli ripetuti in assenza di infezione non aiutano e possono ritardare la diagnosi.

Si guarisce?
In molti casi il dolore migliora con la terapia giusta, ma può servire tempo e più tentativi. Nei casi cronici l'obiettivo realistico è ridurre il dolore e tornare a una vita normale, e il percorso va concordato con lo specialista.

Devo evitare i rapporti o lo sport?
Dipende dalla causa. Se il dolore peggiora con certi movimenti o con l'eiaculazione, lo si dice al medico: la risposta cambia da caso a caso.

Quando devo fare una visita?
Se il dolore dura da più di qualche settimana, se interferisce con il lavoro, il sonno o i rapporti, o se è comparso dopo un intervento all'inguine o una vasectomia.