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TURB (Resezione Transuretrale della Vescica): Come Funziona l'Intervento, Tempi di Recupero ed Esame Istologico

16 January 2026

Il trattamento endoscopico per la diagnosi e la cura dei Tumori Vescicali Superficiali

La comparsa improvvisa di sangue visibile nelle urine (ematuria) o il riscontro occasionale durante un'ecografia dell'addome di una lesione vegetante all'interno della vescica (comunemente definita "polipo" o "papilloma vescicale") rappresenta un evento clinico che richiede un inquadramento urologico tempestivo.

In questi scenari, la procedura chirurgica d'elezione è la TURB o TURBT (Transurethral Resection of Bladder Tumor), ovvero la resezione endoscopica transuretrale della lesione vescicale.

Si tratta di un intervento che riveste un duplice ruolo fondamentale: terapeutico, poiché rimuove fisicamente la lesione asportandola alla base, e diagnostico, perché consente l'analisi anatomopatologica (esame istologico) indispensabile per definire la natura del tessuto e pianificare il corretto percorso terapeutico successivo.

Cos’è la TURB e quando è necessaria?

La TURB è indicata ogniqualvolta si riscontri una neoformazione o un'area sospetta sulla mucosa vescicale.

Le indicazioni principali comprendono:

  • Presenza di una o più formazioni papillari o sessili evidenziate tramite ecografia, TAC o uretrocistoscopia.

  • Episodi di ematuria macroscopica (sangue nelle urine a occhio nudo), con o senza coaguli.

  • Citologia urinaria su tre campioni positiva per cellule neoplastiche, anche in assenza di lesioni macroscopiche evidenti.

  • Sintomi irritativi persistenti (bruciore minzionale, urgenza, pollachiuria) non rispondenti alle consuete terapie antibiotiche, che richiedono una biopsia di mappaggio per escludere lesioni piatte (carcinoma in situ).

Come si svolge l'intervento endoscopico?

La TURB è una procedura chirurgica mininvasiva che si realizza per via endoscopica naturale attraverso l'uretra, senza necessità di incisioni o cicatrici esterne:

  1. Anestesia: Viene eseguita prevalentemente in anestesia spinale (locoregionale) o, nei casi indicati, in anestesia generale.

  2. Accesso e ispezione endoscopica: L'urologo introduce un resettore endoscopico provvisto di ottica ad alta definizione per visualizzare l'intera cavità vescicale, localizzare le lesioni e valutarne numero, dimensioni e rapporti con gli osti ureterali.

  3. Resezione della lesione: Attraverso un'ansa metallica a radiofrequenza (bipolare o monopolare), la lesione viene resecata a fettine sottili fino a raggiungere il piano muscolare della parete vescicale (muscolo detrusore). Questo passaggio è fondamentale per permettere al patologo di valutare l'eventuale invasione profonda.

  4. Emostasi e lavaggio: I frammenti asportati vengono evacuati dalla vescica e inviati al laboratorio di anatomia patologica. Viene eseguita un'accurata coagulazione dei vasi sanguigni della base d'impianto per arrestare ogni sanguinamento.

  5. Cateterismo vescicale: Al termine della procedura si posiziona un catetere vescicale a tre vie collegato a una soluzione di lavaggio continuo per impedire l'ostruzione da coaguli ematici.

  6. Instillazione chemioterapica precoce (quando indicata): In selezionati casi di lesioni a basso rischio, entro poche ore dall'intervento può essere eseguita una singola instillazione endovescicale di farmaco chemioterapico (es. Mitomicina C o Epirubicina) per ridurre il rischio di reimpianto di cellule tumorali residue.

La durata dell'intervento oscilla in genere tra i 20 e i 60 minuti, in base a estensione, sede e numero delle formazioni da asportare.

 

Degenza ospedaliera e decorso post-operatorio

  • Ricovero: La degenza media ospedaliera è breve, solitamente compresa tra 24 e 48 ore.

  • Rimozione del catetere: Il catetere vescicale viene rimosso prima della dimissione, in prima o seconda giornata post-operatoria, non appena le urine tornano limpide e prive di sanguinamento attivo.

  • Convalescenza a casa: Nelle 2-3 settimane successive alla dimissione si raccomanda di evitare sforzi fisici importanti, sollevamento di carichi pesanti, stitichezza e rapporti sessuali.

  • Idratazione: È fondamentale assumere circa 2 litri di acqua al giorno per mantenere la vescica continuamente pulita e diluire le urine, riducendo l'irritazione locale.

  • Distacco delle escare: Verso il 10°-15° giorno dall'intervento può comparire un temporaneo e lieve risanguinamento urinario legato alla caduta della "crosticina" interna sulla sede della resezione: un fenomeno fisiologico che tende a risolversi a riposo aumentando l'apporto di liquidi.

 

Valutazione Specialistica e Diagnostica a Perugia

Se hai riscontrato sangue nelle urine o un referto ecografico ha evidenziato una formazione vescicale, un inquadramento specialistico immediato è fondamentale per impostare il corretto iter diagnostico e chirurgico.

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Oppure contatta direttamente la segreteria clinica al numero 075 697 4083.

L'importanza cruciale dell'Esame Istologico

L'esame istologico è il vero punto di arrivo della TURB, poiché fornisce la diagnosi definitiva e guida ogni scelta terapeutica futura.

L'anatomopatologo analizza i frammenti per rispondere a due parametri essenziali:

  1. La Stadiazione (T - Infiltrazione parietale):

    • pTa: Lesione non invasiva, limitata alla mucosa superficiale della vescica (forma più comune).

    • pT1: Lesione che supera la membrana basale e invade la lamina propria (sottomucosa), ma non intacca il muscolo.

    • pT2 (o superiore): Neoplasia infiltrante che interessa il muscolo detrusore, richiedente percorsi chirurgici o oncologici più complessi (cistectomia o protocolli radio-chemioterapici).

    • CIS (Carcinoma in Situ): Lesione piatta, non vegetante, ad alto grado cellulare.

  2. Il Grado di Differenziazione (G - Aggressività cellulare):

    • Basso grado (Low Grade): Cellule ben differenziate, a bassa aggressività e minima tendenza all'infiltrazione.

    • Alto grado (High Grade): Cellule scarsamente differenziate, caratterizzate da maggiore aggressività biologica e tendenza a recidivare o progredire.

Cosa fare dopo la TURB: follow-up e prevenzione delle recidive

I tumori della vescica non muscolo-invasivi (pTa, pT1) sono caratterizzati da un'elevata tendenza alla recidiva locale nel tempo. Per questo motivo, l'intervento di TURB rappresenta il primo passo di una strategia di monitoraggio:

  • Instillazioni endovescicali: In base alla classe di rischio determinata dall'istologico, possono essere indicati cicli ambulatoriali di lavaggi vescicali periodici con immunoterapici (BCG) o chemioterapici locali per ridurre drasticamente la ricomparsa di nuove lesioni.

  • Controllo endoscopico periodico (Uretrocistoscopia): La cistoscopia di controllo a 3 mesi dall'intervento, eseguita ambulatorialmente con strumenti flessibili e indolori, costituisce il pilastro insostituibile della sorveglianza urologica.

  • Stop al fumo: Il tabagismo è di gran lunga il principale fattore di rischio per lo sviluppo e la recidiva dei tumori della vescica, a causa delle ammine aromatiche e delle sostanze chimiche eliminate tramite le vie urinarie. Smettere di fumare è parte integrante della terapia.

Domande Frequenti (FAQ)

La TURB è un intervento doloroso?

Durante la procedura non si percepisce alcun dolore poiché viene eseguita in anestesia spinale o generale. Nel post-operatorio è comune una sensazione di fastidio dovuta alla presenza del catetere vescicale o un bruciore transitorio durante le prime minzioni dopo la sua rimozione.

Quanto tempo si tiene il catetere dopo una resezione vescicale?

Generalmente dalle 24 alle 48 ore. La rimozione avviene in sicurezza in ospedale prima delle dimissioni, una volta accertata l'assenza di sanguinamento attivo nelle urine.

Quando arrivano i risultati dell'esame istologico?

I tempi per la refertazione anatomopatologica oscillano solitamente tra i 15 e i 25 giorni lavorativi dall'intervento.

Perché i polipi vescicali tendono a riformarsi?

La mucosa vescicale è stata esposta per decenni agli stessi agenti cancerogeni (in primis i sottoprodotti del fumo di sigaretta). Di conseguenza, l'intero tessuto uroteliale può presentare un'alterazione biologica ("malattia di campo") che rende necessari controlli periodici per intercettare precocemente eventuali nuove formazioni.

 

Inquadramento Urologico e Controlli a Perugia

Presso Pelvic Point a Perugia, il nostro team urologico esegue inquadramenti diagnostici tempestivi per la diagnosi dell'ematuria e la valutazione delle patologie vescicali, avvalendosi di cistoscopia flessibile ambulatoriale ad alta definizione e impostando protocolli di follow-up post-TURB personalizzati.

Nota: Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo divulgativo ed educazionale e non sostituiscono in alcun modo la consulenza, la diagnosi o il trattamento da parte di un medico specialista. La gestione clinica deve essere sempre concordata con il proprio urologo di riferimento.